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Quel gran bazar che attirava la gente a Brera Agosto 1, 2008

Archiviato in: cnn news — maours @ 9:14 pm
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Il fatto, come hanno riportato le cronache di tutti i giornali, che i commercianti della zona di Brera si lamentino di un forte calo degli incassi per la mancata presenza dei mercatini ambulanti, tenuti soprattutto dagli extracomunitari, dovrebbe far pensare. Innanzi tutto c’è da constatare come una generale distribuzione merceologica dei negozi in quella zona è evidentemente piena di carenze. Quindi che la richiesta di oggi, da parte di chi vuol fare quattro passi in una zona piacevole e culturalmente attrattiva come quella di Brera, come è più che comprensibile, sta anche verso acquisti di poco impegno. Ma non basta, perché un’osservazione più approfondita sta a dimostrare come la nostra città, pur nelle zone dichiarate eleganti e centrali, è più attraente quando le strade sono anche un po’ bazar. Lo stilista Giorgio Armani si è recentemente lamentato affermando come il corso Vittorio Emanuele di oggi sia diventato un suk, ma forse non si è soffermato a lungo per vedere il flusso ininterrotto di pedoni, flusso che si riflette su un interessante incasso dei negozi presenti, quasi tutti poi a rappresentare marche che con i suk hanno poco a che fare. La realtà che la nostra città, anche nelle sue zone più centrali, è vissuta in maniera molto provinciale, ed è ancora molto lontana da quel volto raffinato, colto, elegante, fatto di design e di grandi progetti, che si sbandiera periodicamente. Ne abbiamo di strada da percorrere, ed occorrono nuovi poli, nuove aree rivisitate, nuove iniziative che ci facciano vivere in un modo internazionale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280193

 

Al mondo nessuno bacia così male Agosto 1, 2008

Archiviato in: cnn news — maours @ 9:06 pm
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Li ha incastrati un sondaggio mondiale commissionato dai romanzi rosa della Mills and Boons: i peggiori baciatori del mondo sono proprio loro, gli inglesi. Il 37% non si sente all’altezza, il 12% lo vive come un trauma, il 10% saliva troppo. Peggio di Fantozzi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280120

 

La Mameli a rischio annegamento Agosto 1, 2008

Archiviato in: cnn news — maours @ 6:09 pm
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«Aiutateci a non scomparire». Centoquattro anni di storia valgono bene un appello alle istituzioni. A lanciarlo è Stefano Patrone, da tre mesi presidente della «Società sportiva Nicola Mameli», la cui sopravvivenza oggi è messa a rischio da una situazione economica molto grave: oltre 500mila euro di debiti frutto dell’ultima gestione e di quelle precedenti. La «Mameli» a Voltri è un’istituzione: nell’impianto comunale dato in gestione all’associazione sportiva si praticano nuoto e pallanuoto a tutti i livelli, corsi di acquagym e corsi per gestanti, mentre sulla spiaggia è consentita la libera balneazione. Lunga è la sfilza di campioni sfornati dalla pallanuoto: gli olimpionici Luigi Fabiano, Gianni Averaimo, Alessandro Bovo, Paolo Ragosa, il capitano della Nazionale Lello Steardo. Per salvare dal fallimento quello che rappresenta un patrimonio di Voltri (e della città), la società ad aprile ha rinnovato l’intero consiglio direttivo. «Sapevamo di ereditare una situazione molto pesante – ammette Patrone – ma non pensavamo in questi termini, con un indebitamento che supera il mezzo milione di euro, frutto delle azzardate conduzioni di chi ci ha preceduto». Il caso più eclatante è la squadra di pallanuoto, per la quale nello scorso campionato sono stati effettuati investimenti al di sopra delle proprie possibilità: 180mila euro che non hanno scongiurato la retrocessione in B. Tutto ciò a scapito delle spese ordinarie: mancato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali; debiti con le banche che ammontano a 126.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280273

 

Rina, signora del gusto in cucina e nel cuore Luglio 11, 2008

Archiviato in: cnn news — maours @ 1:09 pm
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Quando tornava a Genova da presidente, Sandro Pertini non mancava mai di andare a salutarla e a indugiare a tavola dopo un piatto di trenette al pesto e un secondo di pesce che sapeva freschissimo. E lei, Rina (lo stesso nome del ristorante a Cavour che era il regno del gusto), lo accoglieva come amico, più che come autorità istituzionale, tanta era la consuetudine di cordialità che avevano i due. Ma erano in tanti, artisti e portuali, politici e imprenditori, commercianti e artigiani, famiglie al completo, ad apprezzare quell’ospitalità. Ora che, a 96 anni, Rina se n’è andata, il testimone è egregiamente in mano agli eredi. Resta irripetibile solo, «solo», la sua lunga e bella stagione. In cucina e nel cuore.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275356