Naturalmente, il presidente Silvio Berlusconi ha voluto metter cappello anche sui successi della diplomazia europea. «Grazie a Dio il mio amico Putin mi ha ascoltato», ha detto il premier Silvio Berlusconi, nel corso di un’intervista al settimanale Tempi, a proposito della crisi in Georgia. «Altrimenti col cavolo che i carri armati russi si sarebbero fermati a quindici chilometri da Tbilisi. Abbiamo evitato un inutile bagno di sangue», ha concluso. Poche ore dopo, come di consueto, la smentita. «Non ho mai pronunciato quella frase», ha fatto sapere il premier con una nota. «Il testo scritto dell’intervista -si legge nel comunicato di palazzo Chigi- è stato consegnato al direttore di ‘Tempi’, Amicone, che aveva inviato precedentemente una serie di domande e poi insistito a lungo per ottenere le riposte definitive». «Tutto qui, tutto è avvenuto alla luce del sole in un corretto rapporto tra intervistato e la rivista ‘Tempì, che ora sconvolge ogni regola cercando -conclude la nota- di attirare l’attenzione su di sé con una frase frutto, nella migliore delle ipotesi di un equivoco, per non dire inventata. Ogni altro commento appare assolutamente fuori luogo».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78255